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#GRAZIENAPOLITANO ANZI #FINALMENTEGIORGIO: LE DIMISSIONI DI GIORGIO NAPOLITANO



Alle ore 10:35 Giorgio Napolitano ha firmato le dimissioni da Presidente della Repubblica. L'ormai ex Presidente della Repubblica e neo-senatore a vita  lascia il Quirinale e il segretario gernerale del Quirinale Donato Marra ha consegnato la lettera di dimissioni al Presidente della Camera Laura Boldrini e al Presidente del Senato Piero Grasso, che è diventato Capo dello Stato ad interim.

Ora che sua volontà termina il suo secondo (ed ultimo) mandato che aveva accettato di propogare il 20 Aprile 2013, quando i maggiori leader politici (Bersani e Berlusconi) chiesero a Napolitano di accettare un secondo mandato dopo gli impallinamenti nel segreto dell'urna di Franco Marini alla prima votazione e di Romano Prodi alla quarta votazione (con tanto di 101 franchi tiratori del PD). La scelta della sua rielezione  ha sancito la formazione di due governi delle larghe e delle infinite intese, prima con Enrico Letta, scelto da Silvio Berlusconi in persona, e poi aprendo la strada a febbraio 2014 a Matteo Renzi.  Il 22 Aprile, prima di insidiare alle Camere per annunciare il suo discorso di reinsediamento, la Procura di Palermo costretta da un'inaudita sentenza della Corte Costituzionale di distruggere le intercettazioni delle telefonate tra il sottoscritto fresco di rinomina presidenziale e l’ex Ministro dell’Interno Nicola Mancino, coinvolto nelle indagini sulla trattativa Stato-Mafia.
Napolitano nei suoi due mandati, è stato un Presidente-dittatore di un regime che decideva tutto con risultati un po' pietosi; la colpa non è sua e di chi mette a capo del governo, ma delle opposizioni "rompicoglioni" e dei giornali che criticano l'operato dei premier e del Presidente della Repubblica.
Incoerente è stato quando accettò la rielezione del Colle. In quale articolo della Costituzione italiana prevede l’elezione condizionata e temporanea del capo dello Stato, visto che l’articolo 85 stabilisce che “il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni”?
Incoerente è stato anche quando ha firmato le leggi-vergogna come  la promulgazione del "legittimo impedimento" per Berlusconi e i suoi ministri, l’indulto extralarge esteso ai reati dei colletti bianchi, il decreto Mastella per distruggere i dossier della security Telecom, l’ordinamento giudiziario Mastella-Castelli, la legge salva-Pollari, il lodo Alfano, la norma della penultima finanziaria che raddoppia l’Iva a Sky, i due pacchetti sicurezza Maroni contenenti norme razziali anti-rom e anti-immigrati, lo scudo fiscale Tremonti ,il decreto salva-liste del Pdl, la legge Fornero e lo Sblocca-Italia.

Dopo aver firmato le dimissioni, gli attende una vita da nabacco: una pensione d'oro di 15 mila euro netti al mese, uno staff di 30 persone, compresi perfino un maggiordomo e l’auto con telefono e chauffeur, e un ufficio di 100 mq; nonostante nel 2007 lo stesso Napolitano aveva promesso di tagliare alcuni privilegi riservati ai Presidenti emeriti.

Spero che il Prossimo Presidente sia garante delle istituzioni e non delle formazioni politche. Difficile da trovarlo.



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