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RENZI E NAPOLITANO INSIEME APPASSIONATAMENTE E ILLEGALMENTE PER L'ASTENSIONISMO DEL REFERENDUM ANTI-TRIVELLE


Le dimissioni-lampo di Federica Guidi da ministro allo Sviluppo Economico, che aveva lavorato per reinserire al Senato un emendamento alla legge di Stabilità favorevole alla Total per favorire il suo compagno della compagnia petrolifera Gianluca Gemelli, e l'eco dell'inchiesta portata avanti dai magistrati di Potenza allargandosi a macchia d'olio grazie al susseguirsi di novità provenienti dalle intercettazioni, hanno aperto una falla nel governo Renzi, in perenne difficoltà in questo periodo e, infatti, la figuraccia ha fornito carburante a chi dovrà votare domani al referendum per bloccare, quando scadranno le concessioni, le estradizioni nel territorio marittimo italiano anche se c'è ancora quantità di petrolio e gas.

Per questo, nelle ultime settimane il premier non eletto dal popolo si è giocato l'ultima carta: fare una campagna per l'astensione per cercare di chiudere il pozzo agli avversari e mettere in salvo il suo governo dall'ombra del quorum. Renzi invita il popolo italiano a restare a casa perché, secondo il suo parere, "il referendum contro le trivelle voluto dai consigli regionali e non dai cittadini è una bufala".

A fargli scudo interviene il Presidente emerito Giorgio Napolitano, il quale sembra non sia cambiato affatto e rimanga ancora nell’animo un uomo che non è uscito dal Quirinale con la capacità di piegare la realtà e le istituzioni quando fanno comodo. In un'intervista rilasciata due giorni fa sulle pagine del quotidiano La Repubblica, Re Giorgio II, in difesa del babbeo fiorentino, spiega che l’astensione è "un modo di esprimere la convinzione dell’inconsistenza e della pretestuosità" del referendum e la scelta di non andare al voto, al pari delle altre,  "è costituzionalmente legittima". Perché "inconsistente e pretestuoso"? Il quesito parla chiaro, con la raccolta delle firme ottenute da parte dei nove consigli regionali, promotori del referendum, arriva l'autorizzazione della Consulta e quello della Cassazione, non c'è scritto da nessuna parte che per adoperare un referendum necessita la parola di Napolitano. Poi la Costituzione racconta una versione opposta e differente rispetto alle sue parole e infatti l'articolo 48 afferma che l'esercizio di ogni cittadino è un diritto e un dovere civico.

La carta emanata dai nostri padri-fondatori non è mai stato il suo piatto forte basta ricordare che nei nove anni (un mandato e mezzo) da carica istituzionale ha nominato tre governi tecnici non eletti dal popolo e nell'aprile 2013 giurò che mai avrebbe accettato un altro mandato per farsi rieleggere, poi tre giorno dopo accettò perché, secondo il suo parere, la nazione viveva un momento critico e il Parlamento non era in grado di nominare un altro Presidente della Repubblica. Insomma la Costituzione la utilizza a propria convenienza: un giorno la rispetta, un altro giorno la distrugge in quattro e quattro otto. Lo stesso, che alla vigilia del referendum su acqua, nucleare, e giustizia tenutisi nel mese di giugno del 2011, rispose alla dichiarazione dell'allora capo di governo Silvio Berlusconi invitando gli italiani a svolgere la funzione: ”Io sono un elettore che fa sempre il suo dovere”. Un concetto simile dichiarato da Paolo Grossi che ha fatto scalpore in questi giorni, dove però re Giorgio II ha preso immediatamente le distanze dal pericoloso presidente della Corte Costituzionale, ma si sa che ognuno cambia velocemente opinione e convenienza politica nel corso del tempo.

Renzi e Napolitano insieme appassionatamente e illegalmente per informare, tramite le emittenti televisive, gli italiani il meno possibile e indurli a rimanere a casa.

Il bischero fiorentino punta su una strategia politica assai rischiosa visti i precedenti con Bettino Craxi nel 1989 e Berlusconi cinque anni fa. I cittadini italiani non diedero retta ai loro consigli e in entrambe le situazioni l'asticella del quorum venne superata senza problemi. Caro Renzi, più che preoccuparsi dei giudici, della stampa nazionale, dei talk show televisivi e delle opposizioni, deve guardarsi al popolo che non accetta cosa debbono fare.

@fasulo_antonio

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