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ITALIA AI PLAYOFF. IL PERICOLO È SCAMPATO, MA LA CATASTROFE È ANCORA DIETRO L'ANGOLO. 180 MINUTI PER SALVARE LA REPUTAZIONE DELLA NAZIONALE


L'avVentura continua e ripartirà fra un mese.

Il Belgio e Antonio Candreva ci tolgono le castagne dal fuoco: il primo accerta gli spareggi e l'altro regala un'urna favorevole come testa di serie evitando gli spauracchi Croazia e Danimarca e andando a pescare fra le abbordabili senza però sottovalutare la condizione e la forza dell'avversario. La partita con l'Albania è stata una vittoria di misura e sofferta, ma determinante per risollevare il morale di questi giorni nell'ambiente azzurro. Abbiamo assistito alla stessa falsariga delle ultime tre gare di qualificazione dal contraccolpo tattico-psicologico dopo la sconfitta madrilena alla metamorfosi di una Nazionale esplosa in mezzi pezzi e pronta per preparare un agra Macedonia.

Se la squadra non gira nel verso giusto, le responsabilità di Gian Piero Ventura sono evidenti. Mettiamo in ordine un po' di cose,  Ventura è un ottimo allenatore per squadre di metà classifica, ma da quando ha accettato la guida della Nazionale è apparso borioso, inadeguato e scarsamente capace di motivare i giocatori nei momenti di difficoltà. Insomma, un allenatore non all'altezza di dirigere un importante e prestigioso incarico, come dimostra la scarsa convinzione nell'operato di Ventura dei senatori, molti dei quali pretendevano di ritornare al modulo delle origini, il 3-5-2 che Antonio Conte , con una rosa nettamente inferiore, condusse gli Europei trascinandola ad un passo dalle semifinali se uno tra Graziano Pellè e Simone Zaza non avesse sbagliato sui 16 metri ai calci di rigore contro i campioni del mondo della Germania. Il 4-2-4 alla Renè Ferretti (cioè alla " cazzo dè cane") è uno schema troppo sbilanciato senza fosforo e visione di gioco a centrocampo e con giocatori posizionati fuori dal loro ruolo attuale, che non riescono ad imporsi. Era inevitabile che la Nazionale avrebbe chiuso il proprio girone di qualificazione al secondo posto davanti alla Spagna, ma mai avremmo scommesso una situazione scabrosa e critica in cui non riesce nemmeno a battere agevolmente avversari molto inferiori come la Macedonia. 

Ad oggi, la squadra non è pronta per affrontare uno spareggio: troppo lenti e imprevedibili sul piano del gioco e mancata quadra schematica ben definita. Ma mi auguro che, con il rientro degli infortunati e con la presenza di figure esplose in campionato (per esempio Federico Chiesa), Ventura possa in breve tempo riordinare e mettere le cose apposto.prima di spedire nell'arena l'undici titolare definitivo con un giusto modulo. 
Il destino è nelle sue mani e in momenti come questi bisogna rinnovargli la fiducia. Se riuscisse ad uscire indenne dal doppio turno, consiglierei alla Federcalcio di affiancarlo un allenatore esperto (Antonio Conte o Fabio Capello) con più funzioni rispetto a quelle di un c.t. che sappia preparare al meglio la squadra e renderla pronta e funzionante per i Mondiali in Russia. Altrimenti in caso contrario si prepari a imbucare la lettera delle dimissioni spendendola agli uffici dei vertici societari della Federcalcio. Insieme a Ventura, giusto o sbagliato che sia, ogni destino dei dirigenti di un club o di una Nazionale è associato ai risultati e il primo a pagarne dazio è proprio Carlo Tavecchio per due motivi chiari: in primis la scelta di scommettere su un allenatore inesperto e poco preparato e rinnovargli il contratto a prescindere dei risultati ottenuti, e in secundis l'assenza di un cantiere per le squadre di riserve che diano la possibilità ai giovani di mettersi da subito in mostra nella massima serie e farli crescere con calma senza mandarli in prestito nelle basse categorie. 

Il pericolo è scampato, ma la catastrofe è ancora dietro l'angolo. 180 minuti che decidono le sorti dei due patrioti, allo sbando e legati ad un filo che rischia di spezzarsi.

Antonio Marcello Fasulo

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